Mi chiamo Paolo Trande, sono un medico del Servizio Sanitario Nazionale e sono candidato alle Elezioni regionali del 17 e 18 novembre 2024, nel collegio di Modena.

Il 17 e 18 novembre si terranno le elezioni regionali in Emilia-Romagna. Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) mi ha chiesto di candidarmi come capolista nel Collegio di Modena e ho risposto positivamente. Alleanza Verdi e Sinistra sarà nella coalizione progressista, democratica ed ecologista per Michele De Pascale Presidente. È per me un onore e un privilegio dare un contributo alle elezioni regionali e con determinazione proverò a mettere a disposizione i miei valori, la mia passione civile di cittadino e la mia esperienza di medico per far sì che la nostra Regione abbia un governo e una maggioranza progressista.

Se vuoi sostenermi nel mio percorso scrivimi una e-mail o lasciami un messaggio via Whatsapp

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Chi sono?

Ho 59 anni, sono salentino di origine e modenese per scelta e adozione. Sono arrivato a Modena nel 1983, per studiare Medicina e Chirurgia. Ho due specializzazioni: Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva e Medicina Interna. A Modena ho deciso di fermarmi, lavorare e mettere su famiglia. Sono sposato con Francesca e ho una figlia, Margherita, studentessa universitaria di Medicina Veterinaria, di 24 anni. Sono, quindi, un medico e lavoro esclusivamente nella Sanità Pubblica.

Da alcuni anni ho la responsabilità del coordinamento di un importante Programma di Sanità Pubblica, lo Screening per la Diagnosi Precoce e la Prevenzione dei Tumori del Colon-retto. Ho sempre avuto la passione per la politica, sin da adolescente, che per me vuole dire occuparsi delle cose che hai intorno e degli altri.

Per questa ragione ho sempre inteso il mio lavoro di medico pubblico e di cittadino attivista come un unicum, due facce della medesima medaglia: l’impegno quotidiano per il paziente, per il diritto alla salute, dalla mia sala, dal mio ambulatorio, dalla stanza di degenza alle politiche pubbliche, alle scelte fondamentali per dare corpo e realizzare la lettera e lo spirito dell’art. 32 della Costituzione.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

Art. 32 della Costituzione Italiana (antifascista, nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione)

Dal 2009 al 2019 ho svolto la funzione di consigliere comunale a Modena e dal 2017 al 2022 ho coordinato Articolo Uno Modena, formazione politica della sinistra democratica e progressista. Vengo da una famiglia “normale”, in prevalenza contadina e operaia e questo, forse, ha contributo non poco a farmi schierare, da subito, per i valori della giustizia sociale, della libertà e della solidarietà. In questo momento non ho tessere di partito ma i valori sono quelli di sempre, della mia gioventù. Aggiornati ai tempi attuali ma “quelli di sempre”.

Fate come gli alberi: cambiate le foglie, ma conservate le radici. Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi

Victor Hugo

Perché mi candido?

Ho risposto positivamente alla richiesta di candidarmi perché penso sia un dovere dare un contributo alla proposta larga e plurale che Michele De Pascale e la coalizione di partiti e liste civiche hanno costruito per collocare la nostra Regione nel novero delle realtà avanzate, innovative, libere e giuste dell’Europa, senza regressioni culturali, chiusure e paure: una Regione che sfida il futuro.

Un futuro per il nostro territorio e per la nostra Comunità fatto di benessere, di ricchezza prodotta e redistribuita in maniera equa, attraverso il lavoro di qualità, la difesa del territorio e dell’ambiente, la sanità pubblica e universale, la scuola pubblica e servizi sociali adeguati a partire dalla non-autosufficienza. Non c’è dubbio che la ragione principale della mia candidatura sta nella difesa e rilancio della sanità pubblica.

Vorrei mettere la mia esperienza diretta di 34 anni di lavoro e le conoscenze maturate di medico pubblico per difendere e rilanciare il più importante presidio di uguaglianza mai concepito nell’era moderna: il Servizio Sanitario Pubblico e Universale. Sento la necessità di battermi perché non venga privatizzato per scelta politica (è l’intenzione della destra) o per necessità (tagli dello Stato centrale). Se eletto, questo sarà il mio impegno principale!

Fai quel che devi, accada quel che può

Lev Tolstoj

Perché con Alleanza Verdi e Sinistra?

Perché questa formazione politica, questa lista, riassume con efficacia le risposte da dare alle sfide della società e del mondo attuale, afflitto dalla povertà e dal disagio del mondo del lavoro, dallo sfruttamento eccessivo delle risorse del pianeta e da innumerevoli guerre, anche alle nostre porte, come in Ucraina e Medio-Oriente. Le risposte giuste, adeguate e moderne, le azioni politiche da svolgere, anche nella nostra Regione, sono quelle che vanno verso la giustizia sociale, ambientale e la pace.

Alleanza Verdi e Sinistra è l’unica Lista in cui, i valori, le idee e le proposte concrete diventano una idea di società, di condivisione della vita comune e di opportunità individuali. Un progetto centrato sui diritti individuali e collettivi intangibili (lavoro, salute, istruzione, parità di genere etc.) e sui doveri della vita comune, dal civismo, alla legalità, alla solidarietà.

Alleanza Verdi e Sinistra fonda la sua proposta politica sulla sostenibilità, in tutte le sue declinazioni, da non contrapporre ma da tenere insieme: economica, sociale, ambientale e democratica. Solo in questa idea unitaria di sostenibilità c’è l’equilibrio che serve per una crescita collettiva di qualità, al servizio di ognuno di noi e di tutti, insieme, perché la crescita o è di tutti (per i molti non per i pochi) o non è giusta. Come i diritti, o sono di tutti o sono privilegi.

O i diritti sono di tutti oppure si chiamano “privilegi

Gino Strada

La mia priorità:Sanità Pubblica e Universale

  • Lo scarso finanziamento o de-finanziamento della Sanità Pubblica è oggi il pericolo maggiore per i servizi per la salute specie guardando all’invecchiamento della popolazione e al costo delle cure in crescita.
  • Il nuovo scenario demografico e l’aumento del costo delle cure (soprattutto per l’assenza di industrie pubbliche e per i monopoli) sono il cappio che soffocherà i sistemi universalistici se non si trovano nuove risorse.
  • C’è una sola via per contrastare il declino dei servizi sanitari pubblici universalistici in Europa: smettere di inseguire il modello privatistico degli USA, investire e rilanciare il nostro modello pubblico, rendendolo autonomo da assicurazioni e Big Pharma. Una delle battaglie più importanti sul contrasto alle disuguaglianze si gioca proprio sull’accesso equo e universale ai servizi della salute.
  • La battaglia per la difesa e il rilancio del servizio pubblico sanitario è prima di tutto una battaglia culturale e politica e passa attraverso il contrasto deciso delle logiche del profitto e della competizione mercatistica, che hanno preso piede anche a sinistra con la deriva liberista (blairista) e della terza via negli anni ‘90 del secolo scorso.
  • La nostra Regione ha ancora una Sanità Pubblica, valutata da enti terzi e indipendenti, di qualità ma i segnali di regressione non mancano. La carenza di risorse, il sottofinanziamento in atto da molti anni e aggravato dal governo Meloni, la cattiva programmazione che ha portato a carenza di medici, infermieri e tecnici, stanno mettendo a rischio la risposta della nostra Sanità Pubblica.
  • Tutto ciò si evidenzia con la carenza di personale (sanitario e amministrativo), con l’allungamento delle liste d’attesa, con l’aumento delle spese di tasca propria dei cittadini (out of pocket) per garantirsi esami e cure, con la rinuncia alle cure da parte dei più poveri, con i bandi per le scuole di specializzazione e per i medici di famiglia che vanno deserti così come i concorsi ospedalieri per alcune specialità.
  • Siamo a un passo dal disastro, la rotta va invertita. L’Emilia-Romagna deve guidare il movimento delle Regioni che chiedono le risorse che servono allo Stato: almeno 5-6 miliardi anno per i prossimi 5 anni, per portare il rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL al 7,5% (oggi, secondo la programmazione del governo della destra, al 6.3 e l’anno prossimo al 6.2% del PIL).
  • C’è un rapporto lineare o quasi tra calo del Fondo Sanitario Nazionale, calo dei servizi e aumento della spesa “out of pocket”: quest’ultima nel 2012 era di 34,4 miliardi nel 2022 siamo 41,5 miliardi (Istat), +20% in 11 anni! La spesa “out of pocket” per cure dentarie, farmaci e apparecchiature medicali aumenta anche nella nostra Regione. La carenza di personale sanitario è già oggi un’emergenza.
  • Molti giovani laureati o neo-specializzati preferiscono andare all’estero per le retribuzioni più alte, per gli eccessivi carichi di lavoro o per le violenze a cui sono sottoposti. Va compreso che la risorsa più importante della sanità pubblica sono i professionisti sanitari e a cui va attribuita una giusta retribuzione, in linea con la media OCSE, condizioni di lavoro adeguate e non stressanti e ruoli di responsabilità consoni alle loro capacità.
  • Abbiamo bisogno di un piano di investimenti per il potenziamento e la valorizzazione del personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo nelle strutture sanitarie pubbliche regionali e migliori condizioni di lavoro, di strategie di prevenzione strutturali, organizzative e personali contro le violenze sui sanitari.
  • Sulla carenza di medici, infermieri e tecnici sanitari va sollecitata una revisione del sistema del numero chiuso, rivelatosi insufficiente a soddisfare il fabbisogno e, guardando alla provenienza sociale dei medici neolaureati, socialmente non equo.
  • Siamo ad un punto di svolta, la prossima Legislatura regionale ci dirà se anche nella nostra Regione si va verso il “modello privatistico lombardo” che mette al centro il profitto, desertifica il territorio e rende inesigibile o selettivo il diritto alla salute, dalla prevenzione alla cura, o si ristabilisce il primato della sanità pubblica e universale.
  • Senza una svolta vera la Sanità sarà sempre più selettiva, resa diseguale dalla cosiddetta “seconda gamba” integrativa (assicurazioni private e welfare aziendale) che in realtà, nelle intenzioni dei liberisti, deve divenire sempre più sostituiva di quella pubblica.